Gestione della catena di fornitura

Nel corso del 2019, le aziende del perimetro CAREL hanno impiegato un totale di 540 fornitori di cui, per valore di fatturato, i “Manufacturer” rappresentano il 72% del valore acquistato complessivo mentre i “Distributori” il rimanente 28%.

CAREL predilige il ricorso a fornitori locali. In particolare, con riferimento al valore totale di acquisto 2019, circa il 75% dei fornitori è localizzato in Europa, circa il 22% in Asia e il restante 3% in America, Middle East e Africa. Tale distribuzione è dovuta al fatto che i fornitori europei e cinesi supportano sia i plant UE che quelli Extra UE. Un ruolo particolare lo assolve il plant CAREL Suzhou che centralizza il volume di acquisti di materiali provenienti da fornitori cinesi e asiatici per distribuirlo intercompany a tutti i siti produttivi di CAREL.

La scelta dei fornitori si ispira a principi di imparzialità, competenza, concorrenza ed economicità, oltre ai principi di trasparenza ed eccellenza nel rispetto dei più elevati standard qualitativi. I rapporti di fornitura sono basati sul rispetto delle leggi e dei regolamenti in materia di lavoro, diritti umani, salute e sicurezza, ambiente, anticorruzione vigenti nel proprio Paese e all’applicazione dei principi enunciati dal Codice Etico. E’ inoltre richiesto a ciascun fornitore di garantire il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, dei principi di parità di trattamento e di non discriminazione, nonché la tutela del lavoro minorile e forzato.

La selezione dei fornitori è effettuata tenendo conto anche delle competenze tecniche, della qualità del bene/servizio, della tempestività nella consegna, dei prezzi e dei termini di pagamento e più in generale delle condizioni di acquisto.

Ai propri fornitori CAREL richiede elevate performance in termini di costi, qualità, servizio e sostenibilità ed in particolare, i fornitori sono preventivamente omologati secondo procedure certificate dal Sistema di Gestione della Qualità ISO 9001:2015.

CAREL ritiene di fondamentale importanza attivare ed alimentare un continuo dialogo e trasferimento di buone prassi e competenze con i propri fornitori in quanto cruciale per ottenere prodotti e servizi di qualità nei tempi richiesti. Tale dialogo avviene tramite diversi strumenti: visite dei tecnici e dei soggetti incaricati del controllo qualità e piattaforme informatiche (e.g. IUNGO, ecc.) adottati quali canali di informazione Cliente/Fornitore, ivi compresa la gestione e l’aggiornamento degli ordini in essere con i fornitori.

Nel mese di Ottobre 2019 CAREL ha coinvolto un primo panel di 20 fornitori rilevanti, produttori di componenti, basati in Europa, spiegando il percorso aziendale verso la sostenibilità. A questi stakeholders è stato sottoposto un questionario avente lo scopo di analizzare la loro posizione rispetto a temi di sostenibilità ambientale, sociale e di rispetto dei principi etici promossi da CAREL. Il feedback è atteso ad inizio 2020.

Una catena di fornitura articolata come quella di CAREL, costituita da fornitori nazionali e internazionali deve essere costantemente monitorata e aggiornata dati i significativi rischi insiti nella stessa e tenuto conto del fatto che lo stesso dipende in modo rilevante dalla propria catena di fornitura per l’approvvigionamento dei componenti necessari alla produzione. Ai fini di garantire la disponibilità del materiale per le fasi produttive e, al fine di diversificare il rischio e avere adeguate garanzie per il rispetto del time to market previsto, CAREL pianifica puntualmente la propria produzione e assicura che una quota crescente dei componenti sia fornita da almeno due fornitori.

Controversial Sourcing

CAREL, su base volontaria, ha scelto di aderire, nell’ambito del Dodd-Frank Wall Street Reform Act, alla regolamentazione dell’utilizzo di minerali provenienti da Paesi interessati da conflitti o da estese violazioni dei diritti umani, quali la Repubblica Democratica del Congo e i Paesi limitrofi (Ruanda, Burundi, Angola, Repubblica Centro-Africana, Sudan, Tanzania, Uganda e Zambia).

CAREL si impegna ad attuare una politica di approvvigionamento socialmente responsabile che rispetti i diritti umani e che eviti di contribuire ai conflitti attraverso decisioni e pratiche di acquisto di minerali all’interno della propria catena di fornitura. L’obiettivo di CAREL è infatti ridurre, in valore, la quantità di materie prime per le quali non sia completamente tracciata la provenienza dei materiali definiti dalla legge.

CAREL si è dunque dotata di una Policy relativa ai Conflict Minerals che sono per definizione: stagno, tantalio, tungsteno e oro, e di uno standard interno concernente il processo di raccolta ed elaborazione dati per tali minerali.

Sulla base di questo standard, CAREL ha individuato le macro-categorie di articoli, che al loro interno possono contenere 3TG, in modo da rendere più semplice l’indagine. Successivamente, alle organizzazioni produttive dell’azienda e ai fornitori di CAREL è stato richiesto di fornire una serie di informazioni riguardanti l’approvvigionamento di Conflict Minerals. Con queste informazioni CAREL ha potuto redigere il proprio CMRT (Conflict Minerals Reporting Template) includendo più di 600 smelters o refineries certificati nella propria filiera di fornitura.

CAREL infatti si impegna costantemente a monitorare la propria catena di fornitura per ridurre al massimo i rischi correlati all’acquisto di materiali che contengono minerali provenienti da aree di conflitto o da attività estrattive implicate nella violazione dei diritti umani.